"I detersivi hanno più dignità dei fumetti?" Analisi della disposizione dei fumetti in libreria

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A parte le fiere fumettistiche e internet, i fumetti si possono acquistare in tre tipologie di esercizi commerciali: edicola, fumetteria, libreria.

La domanda è: in quale di questi tre sarebbe più facile avvicinare una persona al pianeta del fumetto?

La fumetteria è un negozio pensato e organizzato sui fumetti e quindi un potenziale lettore potrebbe trovare (anche con l’aiuto di un fumettaio competente) un fumetto adatto ai suoi gusti. Però la fumetteria è anche un luogo “per intimi” nel senso che chi ci entra è già un lettore di fumetti, quindi la escludiamo.

L’edicola è invece una terra di nessuno, ci entrano tutti per districarsi in quell’ammasso di riviste giornali dvd fumetti quotidiani cd libri e chi più ne ha più ne metta. Spesso non c’è un ordine logico ne una sistemazione adeguata. Diciamo che va bene per chi si va a comprare il solito Dylan Dog o Tex, per i bamini che si prendono Topolino insieme alle figurine e qualche ragazzina in cerca di manga. Ma sicuramente i fumetti non sono mai messi in condizioni di visibilità tali da attirare facilmente persone che non li hanno mai letti. Con una eccezione: i fumetti allegati con le riviste. I vari progetti di Repubblica, Gazzetta, Espresso, vanno bene e possono essere un buon viatico per nuovi lettori. Ma questo caso vale un discorso a parte e lo faremo un’altra volta.

Ci rimane quindi solo la libreria? La libreria può essere il posto giusto per avvicinare ai fumetti potenziali lettori che non sanno di esserlo?

Lo scopriremo grazie a questo interessante articolo di Matteo Veratti. Un articolo divertenti ma con parecchi spunti taglienti su cui bisognerebbe che qualcuno riflettesse.

 

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I detersivi hanno più dignità dei fumetti?

In libreria il mio amico Daniele, davanti al reparto fumetti mi dice che non saprebbe quale scegliere. Daniele, non legge fumetti, forse un paio in trent’anni. Non va ovviamente in fumetteria e in edicola si butta su riviste di foto e pc.

Daniele ha ragione. Quale mai potrebbe scegliere, nel caso volesse iniziare?

Parlando di graphic novel, (per darmi un tono) e ultimamente se ne parla spesso, mi sono chiesto come si potrebbero accalappiare nuovi adepti, conquistare lettori mai iniziati al fumetto ma formanti un bacino di potenziali acquirenti. Bacino che potrebbe in parte risolvere le sorti infauste e i miseri guadagni di artisti e artigiani che si sbattono su libri letti da una nicchia di lettori, tanto nicchia che gli hanno dato il nome. Sono, anzi, siamo i nerd.

Notare che il nerd non è un virus, non è biadesivo e quindi non si attacca ai sani di mente e di corpo che amano leggere frasi non sporcate da disegni sparsi qua e là.

Come si conquista un nuovo pubblico se in libreria i fumetti (basta graphic novel che è troppo lungo) sono ghettizzati sugli scaffali “là in fondo” dove neppure l’aria condizionata arriva? E se per caso ci capiti davanti cosa vedi? Libri di diverse dimensioni senza nessuna catalogazione, neppure per autore.

Forse sono sfortunato e sono andato solo in librerie sgangherate ma i fumetti sono lì, miscelati a caso, con la stessa dignità dei taccuini Moleskine. Anzi a volte sullo scaffale c’è il cartellino con scritto “Fumetti“…grazie tante ma sui libri mica c’è il cartellino “Libri“.

Daniele mi dice che in effetti i libri sono divisi per genere e nel genere sono divisi per autore ed è più facile scegliere, i fumetti no. Ha ragione e allora mi viene in mente che anche i detersivi all’alimentari sotto casa sono riposti sugli scaffali con raziocinio, in base alla loro funzione: ci sono quelli per i piatti, per i pavimenti, per il bagno… cavolo! I detersivi hanno più dignità dei fumetti!

E se le cioccolate non sono mischiate nello scaffale delle marmellate perché Manara è accanto ad Iron Fist? Se il pecorino non sta stretto stretto al condiriso allora perché Pratt è fra Vanna Vinci e Sin City? Perchè?

Perché non ci sono abbastanza volumi da riuscire a creare delle categorie, penso io. Sono scelte di distribuzione? È colpa della libreria? Delle fumetterie? Degli editori? Non lo so ma è certo che se ci si lamenta del poco venduto e della bassa risonanza del fumetto qui da noi, forse è vero che poco si fa per arrivare ai nuovi potenziali lettori. Sì perché noi nerd ci saremo sempre anche a costo di patire caldo, là dove l’aria condizionata non arriva.

Ah giusto, Daniele è uscito dalla libreria senza fumetti!

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