Intervista a Gabriele Cerruto Costa, autore del fumetto "Bianca"

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Negli ultimi anni ho iniziato a leggere molti fumetti italiani di case editrici minori. Minori per dimensioni e copertura distributiva rispetto alle varie Sergio Bonelli Editori, Star Comics o Aurea editoriale, non certo per qualità.

Ed è così che ho consciuto ad esempio i comics italiani di GG Studio, le edizioni Arcadia, Nicola Pesce Editore e… AbsoluteBlack.

La AbsoluteBlack è una casa editrice davvero piccina (credo che in realtà sia più una associazione che una vera casa editrice), ma con un catalogo davvero interessante. Il primo loro successo è stata la miniserie Il cimitero dei bambini addormentati, alcuni volumi autoconclusivi, contenitori di storie brevi (realizzate anche da fumettisti importanti) e la serie di cui volevo parlarvi: Bianca.

Bianca è una serie sorprendente: un mondo fantasy nel quale si muove una specie di bambina con particolari capacità e una conformazione fisica anomala. Il fumetto è praticamente muto e questo non fa che aumentare la curiosità su questa serie. Quello che lascia però a bocca aperta sono i disegni, a mio avviso bellissimi e perfetti per questo tipo di racconto. Proprio per questo motivo ho voluto incontrarne l’autore, Gabriele Cerruto Costa, per sapernee di più su di lui e sul suo bellissimo fumetto.

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Nel mondo del fumetto non sei ancora molto conosciuto. Ci puoi raccontare un po’ di te e di come sei arrivato a fare fumetti?

Ciao Marco, grazie davvero per questa intervista! Ebbene sì, la mia presenza nel mondo del fumetto è ancora decisamente legata all’underground, anche perché Bianca è la mia prima ed unica creazione, e la sua promozione è in gran parte legata alla cara vecchia tecnica dei segnali di fumo, perciò… Ben vengano interviste come questa, fatte da veri appassionati come te!!

Dunque, su di me in senso stretto c’è ben poco di emozionante da raccontare: sono una persona solitaria che ci tiene davvero poco a mescolarsi col prossimo, e alla “condivisione” totale di ogni facezia che va tanto di moda oggi, preferisco di gran lunga confidare i miei interessi e pensieri quotidianamente a mia moglie e alla Terra stessa, facendo lunghe passeggiate in montagna quando si può. Divoro fumetti e disegno sin da piccolo, ma non ho affrontato studi specifici per il fumetto anche perché, provenendo io da un minuscolo paesello sperduto tra i monti biellesi, non avevo neppure idea di poter seguire un corso di studi apposito. Per sviluppare in qualche modo le mie capacità grafiche e creative, ho seguito dunque un percorso di studi più classico, e mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Parallelamente a quella per il fumetto, ho sviluppato negli anni anche una fortissima passione per il rock e specialmente per l’ala estrema del rock, quella del black metal, da me visceralmente amato non solo per le sue ostiche sonorità, ma anche per le scelte estetiche e filosofiche. Ho sempre cercato di far confluire in qualche modo questa passione nelle mie creazioni (illustrazioni, quadri, performance etc), quasi sempre con scarsi risultati, e solo due anni dopo aver terminato gli studi ho iniziato ad intuire che l’unico mezzo che mi avrebbe permesso di esprimere appieno la mia creatività era proprio il fumetto: le influenze grafiche e filosofiche proprie del black metal sarebbero state la base per le mie storie, ed il mio bagaglio iconografico fantasy/fantastico (accumulato in anni di fumetti, giochi di ruolo, dipinti, illustrazione, videogiochi…) era l’ideale per la creazione di un mondo tutto mio! Mancava solo un’idea forte, un “personaggio”… E con Bianca ho capito subito di aver trovato entrambi! Insomma, la mia decisione di dedicarmi al fumetto coincide precisamente con la nascita di Bianca e, per il momento, proprio non mi vedrei alle prese con nessun altro personaggio!

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Come è nato il personaggio di Bianca?

Bianca nasce in una serata afosa di un Agosto di qualche anno fa (proprio lei così legata al freddo e all’Inverno!), e doveva essere un personaggio muto in un cortometraggio in stop-movie progettato con alcuni amici, ai tempi dell’Accademia. In quei primi schizzi Bianca era diversa da come appare ora: l’aspetto era più infantile, vestiva una lunga tunica bianca e aveva ancora le caviglie sottili. L’unica cosa che ne delineava già il carattere era l’assenza della bocca. Bisognava esprimere tutto solo con lo sguardo! Del cortometraggio non se ne fece poi nulla, e così Bianca rimase per ancora un annetto circa un semplice schizzo sul mio blocco da disegno. Durante gli anni dell’Accademia, nonostante i numerosi volumi consumati sin da bambino, avevo un po’ abbandonato i fumetti, e così ci volle del tempo prima che Bianca (allora ancora senza nome) diventasse lo spunto per creare le mie storie. Oltretutto, grazie ai miei vari esperimenti con fotografia/installazioni/performance dell’epoca, avevo quasi totalmente smesso di disegnare. Finiti gli studi però, iniziai timidamente a immergermi di nuovo nei miei amati fumetti, i quali, assieme al disgusto totale provato per il mondo fighetto dell’arte con la A maiuscola, fecero scattare la voglia di tornare a disegnare e creare qualcosa a me più congeniale. Iniziai così ad immaginare questo mondo in bilico tra fantasy, fantascienza ed elementi storici, popolato di animali antropomorfi… E sentii presto il richiamo della piccola creatura bianca abbozzata sul mio blocco: sarebbe stata lei la protagonista dei miei fumetti! Avevo l’ambientazione e una protagonista alquanto singolare… Mancava solo un’idea forte per delineare il carattere di Bianca e le sue storie, perché mai e poi mai avrei voluto realizzare la solita “quest” fantasy “combatti nemico-acquisisci nuovi poteri-combatti il nemico più grosso”. Con tempismo davvero perfetto tornò con prepotenza un’altra mia grande passione abbandonata da tempo: quella per la musica black metal e per i suoni estremi in generale. Seguace del black metal sin dagli albori della storica scena norvegese dei primi anni novanta, abbandonai poi quei suoni per dedicarmi alla scoperta del rock a 360 gradi, senza mai dimenticarne, però, alcuni elementi cardine particolarmente affini al mio carattere: tensione estrema alla solitudine, comprensione della natura, disprezzo delle morali imposte, disgusto per buona parte degli usi e costumi contemporanei nonché curiosità verso i miti e le radici dei popoli. Il pensiero black metal (che poi, va da sé, deriva da tante altre fonti letterarie e non) pose le basi per le storie di Bianca, le sue sonorità grezze e iconoclaste misero in Bianca il carattere selvaggio ed animalesco, l’estetica black metal in (quasi) rigoroso bianco e nero era la linea da seguire per caratterizzare l’impianto grafico dei fumetti… Era nata Bianca!! Una misteriosa emanazione del Cosmo, diversa da tutti, dolce e letale allo stesso tempo… Ai miei occhi, almeno, questa è Bianca!

Leggendo il tuo fumetto si ha l’impressione che Bianca viva in un mondo ben definito e molto più vasto di quello che può sembrare nei primi volumi. é così? Scopriremo questo mondo con il passare dei volumi?

Hai perfettamente ragione e, tra i miei vari interlocutori in questi anni, sei stato l’unico ad aver notato questa cosa. Ebbene sì, il mondo di Bianca è in realtà già piuttosto vasto e ben delineato, e i volumi di Bianca usciti sinora ne lasciano trapelare solo una minima parte. A causa del mio stile narrativo muto, non lineare ed improntato al simbolismo, credo che difficilmente avrò mai l’opportunità di raccontare nei dettagli il mondo di Lamina all’interno della serie regolare di Bianca, e sto perciò valutando la possibilità di battere strade diverse. L’idea più fattibile, tra quelle che mi passano per la testa, sarebbe quella di creare un blog di appoggio alla serie a fumetti nel quale pubblicare man mano articoli di approfondimento sul mondo di Lamina, in modo da creare una base sulla quale collocare le storie della serie regolare che, sicuramente, manterranno sempre e comunque il medesimo impianto narrativo. Una volta raccolto un po’ di materiale, si potrebbe racchiuderlo in un bel manuale interamente dedicato al mondo Bianca… Credo che, con l’avanzare della serie, uno strumento del genere potrebbe tornare molto utile! Spero vivamente di trovare, prima o poi, il tempo di realizzare qualcosa di simile!

Un fumetto quasi muto, temi fantasy ed esoterici, scala di grigi (dove in Italia il mercato è diviso tra il bianco e nero classico e il colore), una bimba senza bocca e con piedi enormi… che faccia hanno fatto gli editori a cui hai proposto il tuo progetto?

Eheh… Beh, in realtà sono stato decisamente fortunato in tal senso, perché non ho proposto Bianca praticamente a nessun editore: è stato Luca [Belloni, ndr] di Absoluteblack a contattare me! Ti dirò la verità, avevo iniziato a proporre Bianca senza nemmeno pensare all’Italia… Anzi, tornando ancora più indietro, non pensavo nemmeno di proporla e basta! Avevo inziato, credo ormai 4 anni or sono, a disegnare il primo “episodio pilota” di Bianca (mai pubblicato, anche perché non finito) per puro diletto personale, per il semplice piacere di tornare a disegnare dopo un lungo tempo di lontananza da fogli e matite. Collezionata la prima trentina di tavole iniziai però a guardarmi intorno e, non trovando in Italia nulla di affine a Bianca, volsi lo sguardo alla Francia e alle riviste dedicate al manga occidentale (conta che in quella fase Bianca era molto più “mangosa”!). Quelle prime tavole (di formato quadrato!) suscitarono quasi subito l’interesse di un editore che, però, pensò bene di defilarsi immediatamente una volta approfondite le tematiche occulte presenti nei miei fumetti!! Tuttavia, nello stesso anno, mentre mi occupavo di recensioni black e doom metal per la defunta webzine a carattere musicale Negatron, iniziai a postare qualche immagine di Bianca nel forum del suddetto magazine, ed è proprio grazie a quei pochi e grezzi disegni che sono stato contattato de Luca, incuriosito dalle caratteristiche del personaggio e dalla sua affinità col mondo del black metal. Un paio di mesi dopo era già tutto pronto per l’uscita de “Il regno d’Inverno“! Tieni presente che con Luca si è trattato fin da subito di comunione d’intenti e fiducia reciproca, una sorta di affinità che è stata fondamentale sia per la crescita di Bianca, sia per la mia crescita personale nel mondo del fumetto, senza costrizioni o forzature… Per quanto mi riguarda, non potevo chiedere di meglio!

Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento per la tua crescita personale e professionale?

Viste le premesse sulla genesi di Bianca, non ti citerò solo artisti appartenenti al mondo del fumetto. Partendo però proprio dal mondo dei comics, che è quello strettamente legato al tuo blog, il mio sguardo si rivolge solo ad Oriente, e ti dico: Miyazaki, col suo “Nausicaa“, è stato determinate per la scelta di avere una lei come protagonista, Goseki Kojima sul capolavoro “Lone Wolf & Cub” mi ha chiarito le idee sulla tecnica pittorica da adottare, Leiji Matsumoto mi ha fatto capire l’importanza dei silenzi e delle grandi doppie tavole e Osamu Tezuka… Beh, Tezuka è semplicemente fuori parametro, è fonte d’ispirazione anche al di fuori della sfera del fumetto! Importantissima poi la musica, specie di area black metal, come ti ho già accennato. Ti snocciolo qualche nome che, se ti andrà di fare anche giusto qualche ricerca sulle copertine dei dischi, noterai immediatamente affine a Bianca: Burzum, Striborg, Paysage d’Hiver, Drudkh. Infine, ti confesso di essere un divoratore di videogiochi sin dalla tenera età, e ti posso dire che serie come Metroid, Megaman e Starfox hanno avuto il loro peso nella creazione dei miei fumetti!

 

Chi è rimasto incuriosito da questo fumetto, torni a trovarci domani: in accordo con l’autore posterò diverse tavole di Bianca (più la copertina del quarto volume ancora inedito!) e un video dove si vede all’opera il bravissimo Gabriele Cerruto Costa. Non mancate!

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