Film tratti da fumetti italiani (parte 1)

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Qualche giorno fa vi avevo parlato di una mostra di cinema italiano che ho allestito io, insieme alla mia associazione, a Cervo in provincia di Imperia (a proposito, per chi passa da quelle parti ricordo che la mostra sarà aperta fino a domani).

Vi avevo invitato anche perchè esposti ci sono diversi manifesti di due film tratti da celebri fumetti italiani: Kriminal e Diabolik.

Approfitto dell’occasione per stilare la prima parte di una classifica dedicata ai film tratti da fumetti italiani.

 

DIABOLIKDiabolik-di-Mario-Bava.jpg    

di Mario Bava
con John Phillip Law, Marisa Mell, Michel Piccoli, Adolfo Celi
Italia, Francia, 1968

tratto dall’omonimo fumetto di Angela e Luciana Giussani del 1962

Vari colpi di Diabolik alle prese contemporaneamente con l’ispettore Ginko e il suo nemico Valmont.

La storia si ispira ad alcuni numeri della serie, in particolare gli episodi Lotta disperata, L’ombra della notte e Sepolto vivo!.
Bava va oltre il fumetto creando quello che è considerato uno dei migliori film pop degli anni ‘60 “visivamente prodigioso: un reperto di modernariato dove s’incrociano pop-art, optical-art, psichedelia, futurismo e liberty in un’orgia di coloracci” (A. Pezzotta). Nonostante questo gli incassi non furono entusiasmanti e così il produttore accantonò l’idea di fare un sequel. Bava si lamentò che, per paura della censura, non gli fu permesso di spingere quanto avrebbe voluto sul pedale della violenza.

 

KRIMINALKriminal-di-Umberto-Lenzi.jpg

di Umberto Lenzi
con Glenn Saxson, Andrea Bosic, Helga Liné
Italia, Spagna, 1966

tratto dall’omonimo fumetto di Max Bunker (Luciano Secchi) e Magnus (Roberto Raviola) del 1964

Film interessante di Umberto Lenzi, uno dei più versatili cineasti italiani del cinema di genere. Rispetto al fumetto però il film risulta meno forte, molto meno violento e meno esplicito anche sul piano delle scene erotiche. Il Kriminal che ne viene fuori è più vicino a un ladro gentiluomo alla Lupin che allo spietato fuorilegge del fumetto.

Nel 1967 fu girato anche un sequel, Il marchio di Kriminal, con lo stesso cast ma diretto da Fernando Cerchio.

 

TEX E IL SIGNORE DEGLI ABISSITex-di-Duccio-Tessari.jpg

di Duccio Tessari
con Giuliano Gemma, William Berger, Carlo Mucari
Italia, 1985

tratto dall’omonimo fumetto di Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini del 1948

Tex, Kit Carson e Tiger Jack sono alle prese con indiani capaci di mummificare i nemici grazie a pietre magiche.

La storia è tratta dai numeri 101/103 della collona regolare, ovvero El Morisco, Sierra Encantada e Il signore dell’abisso di Gian Luigi Bonelli e Guglielmo Letteri.
Il film era nato per essere il pilot di una serie televisiva ma, a causa dei bassi incassi, il progetto fu abbandonato. Parte del flop fu imputata a Giuliano Gemma, da molti criticato per la scarsa somiglianza alla sua controparte fumuttistica. Comunque all’insuccesso del film hanno contribuito la regia troppo statica e gli effetti speciali scadenti.

 

SATANIKSatanik-di-Piero-Vivarelli.jpg

di Piero Vivarelli
con Magda Konopka, Julio Peña, Umberto Raho
Italia, Spagna, 1968

tratto dall’omonimo fumetto di di Max Bunker (Luciano Secchi) e Magnus (Roberto Raviola) del 1964

Marny Bannister si sottopone ad un esperimento per diventare più bella ma questo la porterà in un vortice di delitti e malvagità.

Evidente l’ispirazione a Dr. Jekyll & Mr Hyde. Il film rispetto al fumetto è più carente sul piano della caratterizzazione del personaggio della protagonista, è meno horror e, come nel caso del già citato Kriminal, risulta meno violento.

 

 

MISTER XMister-X-di-Piero-Vivarelli.jpg

di Pietro Vivarelli
con Gaia Germani, Norman Clark, Joe Atlanta, Franco Fantasia
Italia, 1967 

tratto dall’omonimo fumetto di Giancarlo Tenenti del 1965

Un trafficante di droga cerca di far ricadere le sue colpe su Mister X, che cercherà in tutti i modi di discolparsi.

Ennesimo film/fumetto che cerca di sfruttare la celebrità di Diabolik. Proprio per aumentare la somiglianza con il personaggio delle sorelle Giussani nel film il costume del protagonista viene completamente stravolto, passando da rosso a nero. Vivarelli si firmerà con lo pseudonimo Donald Murray. L’attore Norman Clark è in realtà Pier Paolo Capponi, celebre interprete di polizieschi anni ‘70. A parte il costume del protagonista, il film rispecchia abbastanza fedelmente lo spirito del fumetto.

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