Il mondo del fumetto piange Sergio Bonelli

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Disegnatori e sceneggiatori italiani ricordano l'amico e collega Sergio Bonelli

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La morte di Sergio Bonelli è stata accolta con sgomento da tutto il Pianeta Fumetto. All’indomani della notizia sui propri blog tanti autori Bonelli, e non solo, hanno pubblicato bellissimi post di cordoglio, dimostrando che il Sergione nazionale prima di essere un grande sceneggiatore, prima di essere un grande editore, è stato soprattutto un grande uomo.

Ho raccolto qui alcuni stralci di questi post per darvi un’idea su cosa ha rappresentato Bonelli per chi l’ha conosciuto da vicino.

Roberto Recchioni (sceneggiatore Dylan Dog, John Doe)
Un signore distinto, squisitamente milanese, dai modi cortesi, molto bravo nel tener desta una conversazione e nell’intrattenere i suoi ospiti e molto sornione nel voler apparire meno furbo, acuto e colto di quanto era. […] indipendentemente dal tenore delle nostre conversazioni, mi sono goduto ognuno di quei momenti perché poco importa se Sergio parlasse della sua Amazzonia, del porno degli anni ‘70, del cinema western, di Parigi, di Milano o di Manaus: lui sapeva raccontare.
E non è mica roba da tutti.
[continua su Dalla parte di Asso]

Diego Cajelli (sceneggiatore Dampyr, Zagor)
Sto zitto. Per ora.
Oggi cercherò di scrivere fumetti.
Ieri non ci sono riuscito.
[continua su Diegozilla]

Moreno Burattini (sceneggiatore Zagor)
Credo che il suo segreto fosse tutto qui: il sincero amore, la vera passione, per ciò che faceva e che sapeva fare. I fumetti, appunto. […] Ho sempre lavorato, da vent’anni a questa parte, con Sergio Bonelli al mio fianco, pronto a incoraggiarmi e a criticarmi, a darmi suggerimenti o a impormi correzioni, a farmi una lavata di testa ma subito dopo a venirmi a cercare per mettermi una mano sulle spalle.
[continua su Freddo cane in questa palude]

Giuseppe Di Bernardo (disegnatore Diabolik)
Mi incuteva un enorme timore referenziale. Rappresentava un autore importante e il più grande editore italiano di fumetto d’avventura. Senza di lui, i miei fumetti non sarebbero esistiti. Forse non avrei neppure preso una matita in mano. Forse non avrei raccontato le mie storie.
[continua su Narrare è resistere]

Luca Enoch (autore unico Gea, Lilith)
Sergio Bonelli è sempre stato un punto fermo nel traballante mondo del fumetto italiano, sin da quando ero un aspirante fumettista e andavo a tediare i redattori nelle varie case editrici con il mio book pieno di tavole immature e pretenziose.
[continua su Lucaenoch]

Marcello Toninelli (sceneggiatore Zagor)
Sergio era una di quelle figure, come i genitori, che “sono sempre state lì”, da quando sei nato. Magari un genitore con il quale non vai d’accordo su tante cose e hai anche avuto screzi ai limiti del litigio, ma l’affetto per il quale non è mai stato comunque in discussione. Un genitore, appunto, che è sempre stato lì e che nell’intimo ti aspetti debba rimanerci per sempre, anche se sei ben consapevole di come le nostre vite siano tutte a termine.
[continua su Io e Dante]

Tito Faraci (sceneggiatore Tex, Dylan Dog)
Pensavo, pensavamo tutti che lui fosse immortale. E lo è davvero. Sta a noi mantenerlo vivo, nel nostro ricordo e nelle nostre storie. Anche se adesso sembra così dura.
[continua su Flusso di coscienza]

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