Dario Splendido presenta "Mazzo di Carne"

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Lucca Comics and Games è una vetrina non solo per fumettisti affermati ma anche per giovani esordienti che cercano di promuovere le loro autoproduzioni.

È il caso di Dario Splendido, fumettista imperiese di 24 anni, diplomato alla Scuola Internazionali di Comics di Firenze.

Dario sarà a Lucca (Padiglione 11 Garibaldi, Stand C716, banco Bookmaker Comics), per presentare un artbook molto particolare intitolato “Mazzo di Carne“.

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Allora Dario, per prima cosa presentati ai nostri lettori. Quando hai iniziato a fare fumetti e quale è stato il tuo percorso artistico?

Mi chiamo Dario Splendido, in arte “Shine“. Ho 24 anni ed iniziai a fare fumetti quando di anni ne avevo 10. Ho studiato e preso il diploma presso l’Accademia di arti figurative di Firenze.

Avendo cominciato la carriera da poco non hai ancora molte pubblicazioni all’attivo. A parte qualche autoproduzione, il lavoro forse con maggior diffusione è stato “DreamS“, fumetto antologico che raccoglie storie brevi di una trentina di giovani artisti. Ci racconti come è nata la tua collaborazione al progetto e quanto ha contribuito alla tua crescita professionale?

Sì, le mie pubblicazioni, al momento, si limitano alle regioni Liguria e Toscana. I primi lavori sono stati auto sovvenzionati dal sottoscritto e da altri giovani autori, con i quali fondai un’associazione culturale. “Dreams” è stato pubblicato da Double Shot di Firenze. È stata un’esperienza ricca di soddisfazioni. È sempre stimolante essere seguito (ed apprezzato) da persone, che di questo mestiere hanno fatto una ragione di vita.

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Il progetto che presenterai a Lucca si intitola “Mazzo di Carne - Retrospettiva saccente di un Paese in putrefazione”. Un lavoro originale che si discosta molto dalle tue opere precedenti. Come è nata questa idea? Cosa volevi trasmettere con questa serie di carte?

Il MAZZO DI CARNE nasce un po’ per caso, da una sperimentazione grafica eseguita per la copertina di un disco. Avevo un concetto in testa che è come esploso. Si è dilatato in 10 piccole illustrazioni. Ho sempre seguito con interesse, le vicende politiche e sociali di questo Paese e, da un po’ di tempo, avevo voglia di unire due generi che mi piacciono e che, apparentemente, non coincidono: la satira ed il dark. L’idea di base, è stata quella di comprimere tutte le mie impressioni in un mazzo di carte, estraniandomi dal concetto di parte e sfruttando la gerarchia che lo stesso mezzo mi offriva. Questo lavoro è affrontato in maniera diversa, sia come tecnica che come approccio. Il narratore di queste storie, assume un’impronta arrogante e spocchiosa rinchiudendosi in una “torre d’avorio” e giudicando tutti dall’alto. Questo è il presupposto che mi ha dato l’input per il titolo. Il tutto vuole assumere un tono assolutamente provocatorio e beffardo. È un lavoro istintivo, che ha l’intento di stupire (anche in negativo se necessario). È sperimentale anche nelle singole descrizioni di ogni carta. L’intento è quello di far trovare al lettore, una propria interpretazione, che non coincida necessariamente con la mia.

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Questo stile grafico misto a fotografia sarà una tua peculiarità anche in futuro o tornerai a prendere “la matita in mano”?

Questo stile mi è molto caro, per la potenza enorme e l’impatto che può suscitare. Vorrei continuare ad utilizzarlo in futuro, magari dopo essermi specializzato nell’arte della fotografia. C’è da dire che, tale tecnica è una cosa totalmente diversa dal fare fumetti. La matita, l’ho abbandonata per troppo tempo e non vedo l’ora di riprenderla.

Nella tua seppur breve carriera ti sei confrontato con molti modi di fare fumetto. Sei passato da un tratto realistico ad uno grottesco, realizzando anche strip comiche e vignette. Ora che hai più maturità, qual è lo stile e il tipo di fumetto con cui ti senti più a tuo agio?

Non saprei rispondere in realtà. Al momento vorrei concentrarmi di più sullo stile realistico, ma ogni approccio affrontato mi ha sempre lasciato qualcosa e penso che, l’esperienza acquisita, sia una cosa da non gettare mai, casomai da perfezionare e sfruttare in futuro.

Parlando delle tue idee mi hai detto che il tipo di soggetti che ti piacciono difficilmente verranno presi in considerazione in Italia e proprio per questo guardi sempre con maggiore interesse il mercato francese. Che differenze ci sono sul piano fumettistico tra Italia e Francia e perchè il tuo stile sarebbe più adatto lì?

Il mercato italiano è improntato su uno stile realistico in bianco e nero ed il fumetto seriale. Io sono improntato sul genere autoriale. Mi piace creare storie surreali e colorarle. Questo è uno dei generi che vanno per la maggiore in Francia. Quando un francese si accosta ad un fumetto, lo fa con la stessa serietà di quando prende in mano un libro. La cultura è molto valutata, dai nostri cugini.

Attualmente a cosa stai lavorando? Progetti per il futuro?

Il prossimo lavoro è un fumetto. I campi affrontati saranno la fantascienza e l’onirico, con quel tocco di dark che adoro sempre mettere. Non mi sbilancio oltre, perchè è in progettazione. Di sicuro, posso dirti che mi piacerebbe ampliare il mazzo di carne, per continuare ad utilizzare la tecnica del foto/digitale. Mi sfiora l’idea di farne un libro illustrato. Vedremo.

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